Amare se stessi

Qual’è la cosa che più ti rende felice? Studia profondamente questa domanda che ti poni.

E poi chiediti, sei felice?

Secondo la mia esperienza di vita quello che conta è la serenità, ci saranno sempre scelte che ti renderanno infelice, magari per un breve periodo o magari per un lungo periodo. Ma alla fine di quel periodo riuscirai a riconquistare la tua serenità. Ama ciò che fai e fai ciò che ami.

E se quella serenità ti viene negata, lotta con tutta te stessa per riaverla.

Segui il flusso del destino e agisci in base a quello che senti non in base a quello che pensi. L’unica via è quella del cuore, la mente si adatterà, anzi gioirà col cuore!!20161008_115745_001.jpg

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La felicità è più bella se condivisa?

Dopo quel viaggio spirituale decisi di ritornare in patria. Passai un po di tempo con la mia amata famiglia, ma a un certo punto sentii la chiamata del destino e decisi di rimettermi in viaggio nuovamente.

Arrivai in un posto nuovo, un posto in cui non conoscevo nessuno. Trovai un lavoretto come cameriera, così giusto per pagarmi le vacanze al mare. Feci subito amicizia con lo staff e dopo il lavoro andavamo  in un baretto molto artigianale,con dell’ottima birra.

Stavo davvero bene e come al solito riuscii a trovare quell’amata libertà di esprimermi. Addirittura iniziai a cantare in pubblico, cosa al quanto strana, perché fu la prima volta che portai fuori quella forma d’arte che c’è in me, in mezzo ad altre persone. E devo dire che fu un piacere, oltre che per me, anche per le persone che mi circondavano. Momenti di assoluta felicità.

Fu proprio li che ti conobbi. Non so perché ma sentivo che sarebbe cambiato qualcosa nella mia vita. Infatti arrivasti tu.

Ti dedicai molte canzoni, tu principalmente eri il soggetto della mia arte.

Dopo solo un mese andammo a convivere e dopo solo due mesi avevamo già comprato un camper per girarci l’Europa.

Svincolarsi da tutti i dogmi e limiti sociali per vivere una vita piena. Una vita vera al 100%.  Passammo un anno su quel camper girando tra Francia, Italia e Spagna. Momenti indimenticabili. Momenti tristi, momenti felici.

Dicono che la felicità sia più bella se condivisa.  Io penso che sia così. Ci credo con tutta me stessa. Però di quella felicità non dicono che va sudata.

Si potrebbe condividere con un amica o un fratello o magari anche un semplice conoscente, oppure si potrebbe condividere con il proprio compagno.

L’importante alla fine è che ci sia la felicità.

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Cosa ci spinge a lottare?

DSCN0951Ogni mattina la prima cosa che faccio è pensare a quello che farò durante il giorno e a quello che in realtà vorrei fare. Cerco ogni singolo momento di riempire la mia esistenza con serenità e amore. Ma non sempre ci riesco.

Siamo fatti per amare, siamo fatti per odiare, siamo fatti per ridere, siamo fatti per piangere e allora perché non riusciamo ad accettare la debolezza che c’è in noi? Perché dobbiamo sempre lottare affinché ci sentiamo sempre i più forti i più combattenti?

Perché non siamo liberi semplicemente di essere noi stessi e di accettare anche le nostre debolezze? La nostra società non vuole deboli! Non vuole persone vere…perché in fondo anche la debolezza è verità , una parte di noi che cerchiamo di nascondere al mondo. Siamo tutti uguali, ma con esperienze di vita diverse. Che creano incomprensioni, disaccordi e quindi malessere.

Tutto ciò nasce dal fatto che non siamo liberi…si certo siamo liberi di scegliere la marca del dentifricio o del bagnoschiuma , ma oltre a quello non siamo liberi di fare altro, non siamo liberi di essere. Se provi a uscire dagli schemi inizia il tuo incubo, tutto ti rema contro, la società ti rema contro la tua MENTE ti rema contro.

E allora cerchi di trovare una soluzione, cerchi di darti delle risposte. Ma se c’è una cosa che ho imparato è che le risposte arrivano proprio quando smetti di farti le domande.

Nuova avventura!! Inghilterra sto arrivando.

2016-03-13 21.24.19.jpgIn seguito alle molte esperienze di vissute a Tenerife e dopo un periodo medio-lungo trascorso in patria, decisi di partire per l’Inghilterra. Grazie a una struttura in cui avevo lavorato in estate partii con un lavoro che mi aspettava. Eravamo un gruppo di 10 italiani , quasi tutti di diverse regioni, un gruppo abbastanza unito, nessuno di noi sapeva parlare l’inglese ma eravamo tutti determinati nel impararlo velocemente. Feci novembre e dicembre in quella stessa struttura con gli italiani, poi decisi di salutare tutti e imboccare la mia strada in completa solitudine. Lavorai per diversi mesi in una caffetteria, conobbi molta gente di diversa nazionalità e riuscii a imparare la lingua in un breve periodo. Per me l’Inghilterra fu una sorta di viaggio spirituale.

Riuscii a trovare una camera in una casa condivisa con inglesi e scozzesi. Passavo molto tempo sola e meditavo, meditavo tantissimo su ciò che era la mia vita e su tutte le mie paure più profonde. Passai i momenti più tristi mai vissuti, ma anche i più felici. Ero riuscita a crearmi qualcosa di mio lontana dalla patria e completamente sola. Fui fiera di me stessa. Libertà assoluta, libertà assoluta di essere. Nessuno mi conosceva, nessuno mi giudicava, nessuno prestava troppa attenzione a me, a meno che io non glie lo permettessi. Ma dopo un anno, la nostalgia inizio a farsi sentire e la mia terra  a chiamarmi. Decisi di rientrare a casa dalla mia splendida famiglia e ad aspettare che il destino mi ponesse davanti qualche altra sfida…

 

Destinazione Tenerife

Vivi ogni momento come fosse l’ultimo.

In seguito a periodi di estrema anarchia che caratterizzarono i miei 19 anni decisi di cambiare totalmente aria. Mi misi nuovamente alla prova.

Comprai il biglietto di sola andata per Tenerife, li ci sarebbero stati amici che mi avrebbero ospitato. Diciamo che era una sorta di piccola comunità. Al mio arrivo mi accolsero a braccia aperte e mi sentii subito a casa.

Per il primo periodo diciamo che me la spassai, senza farmi troppi problemi nel cercare lavoro , il fatto che ci fosse la Jarra(0.5 l di birra) a  €1.00 mi rendeva troppo contenta, per non parlare dell’erba, li a Tenerife è legale. Insomma le prime settimane era come essere arrivata nel paese dei balocchi.

Poi però arrivò la resa dei conti, un giorno,così per sbaglio aprii il mio portafoglio e mi resi conto che al suo interno c’erano solamente €50 , a quel punto mi diedi subito da fare per trovare un lavoro. Non è stato molto semplice perché ovviamente fare la cameriera e non sapere la lingua non era una garanzia per i titolari che avrebbero dovuto assumermi, così mi venne la brillante idea di postare un annuncio su italiani a Tenerife!! Evidentemente il destino era dalla mia parte e riuscii subito a trovare lavoro come aiuto cuoco. Per la mia felicità il contratto prevedeva 4 giorni lavorativi e 3 di risposo. Grazie a tutto il tempo libero che avevo a disposizione riuscii a girarmi l’isola, purtroppo però non  visitai le altre isole Canarie sempre per una questione economica. Dopo pochi mesi presi la decisione di licenziarmi per una sorta di gelosia che si era creata con una collega,e decisi di andarmene per evitare ulteriori cattivi umori. Passarono due giorni e trovai lavoro come cameriera in un piccolo paese nel centro di Tenerife, li ero l’unica italiana e questo mi permise di imparare bene lo spagnolo.

Tenerife è un isola magica , il sole, l’energia dell’oceano e il cielo…sembra tutto più vicino. Le sere di luna piena rimanevo ore a fissare il cielo, mi ricaricava, e avevo bisogno di quell’energia perché pochi mesi prima avevo perso un pilastro della mia vita,mio zio!! Era come un fratello per me. Ma come si sa a ogni morte c’è una nascita. Dopo vent’anni i miei genitori decisero di regalarmi una sorellina. Il vero e unico amore della mia vita. La sua lontananza mi uccideva ed e proprio per quello che decisi di tornare in patria dopo un anno di assenza.

 

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